Dinamo nel mozzo – Recensione – Sp Dynamo Hub – PD 8X

Sp Dynamo Hub – Il perché di una dinamo nel mozzo per bici

Ho voluto montare una dinamo nel mozzo sulla mia nuova bici per non avere più problemi di autonomia elettrica. Sono stanco delle lampade ricaricabili che immancabilmente finiscono le batterie quando devo rientrare a casa la sera col buio. Poi, diciamocelo, siamo tutti quanti dipendenti dai nostri gadget elettronici tanto da non potervi rinunciare nemmeno per una uscita di una giornata in bicicletta.

Se di buona qualità, una moderna dinamo al mozzo vanta un peso contenuto e una resistenza al rotolamento quasi nulla. Offre corrente sufficiente per l’illuminazione stradale e, se accoppiato ad un alimentatore USB, può fornire potenza per la ricarica di cellulari, gps ecc.

nota: si ricorda che, secondo il codice della strada, le luci sono obbligatorie per lo meno da mezz’ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione

Sp Dynamo Hub – Panoramica del sistema

C’è una vasta gamma di dinamo nel mozzo sia come formato che prezzi. Il top è lo Schmidt SON, made in germany, una grande reputazione per la sua durata ed efficienza. Offre anche una garanzia di cinque anni. E costa anche un botto (da 230 a 280 € a seconda del modello), ma ero comunque deciso a prenderlo pur di avere sta benedetta autonomia elettrica.

Tuttavia il mio ciclista quando ha iniziato a costruire la ruota anteriore non riusciva a reperire il SON 28 attraverso i sui fornitori per cui mi ha proposto l’SP DYNAMO PD-8X. SP offre una gamma di dinamo al mozzo a circa la metà del costo di uno Schmidt SON. Sono leggeri e le loro prestazioni possono rivaleggiare con lui. Non hanno ancora la reputazione di durata collaudata del SON tuttavia, data la differenza di prezzo e le specifiche, ho deciso di dare una possibilità al PD-8X della Shutter Precision.

Altre soluzioni, come Shimano DH-3N80, Biologic Joule3 Dynamo Hub 32H, SRAM I-Light Dynamo 730 ecc, benché magari ancori più economiche mi sono parse meno affidabili o meno performanti per cui le ho scartate.

Sp Dynamo Hub – Installazione

La dinamo nel mozzo non è completa senza il resto della ruota. Per quanto mi riguarda ho deciso di affidarmi al mio ciclista di fiducia il quale ha costruito la ruota preoccupandosi lui di raggi, cerchio e tutto.

Una volta costruita la ruota è necessario fare i collegamenti elettrici con i fari e il carica-batterie. In questa fase mi sono arrangiato io. Tornerò nei prossimi gg. a descrivere questo processo in modo dettagliato….

La ruota gira a scatti

Con la ruota completa di dinamo nel mozzo nelle mie mani, la curiosità inevitabile è stata di girare e sentirne la resistenza. Quando l’ho fatto ho sentito che il mozzo girava un po’ a scatti. La cosa mi ha subito preoccupato, poi ho scoperto che è una cosa normale. Ci sono 26 poli e 26 magneti nel mozzo. Questo crea 26 punti in cui l’asse vuole stabilizzarsi altrettanti 26 punti in cui l’asse “non vuole stare”. Nelle transizioni tra tali punti, l’assale fa degli scatti perché tende a fermarsi nel punto magnetico in cui vuole stabilizzarsi. Questo fenomeno si verifica solo quando si gira l’asse molto lentamente. Man mano che la velocità aumenta gli effetti delle le forze magnetiche responsabili di questo fenomeno si annullano a vicenda lasciando così una bassissima resistenza complessiva.

In definitiva non c’è motivo di essere preoccupato per come si sente l’asse quando si gira a mano!

Resistenza della dinamo nel mozzo

  • C’è una resistenza di rotolamento nel mozzo con una dinamo?
    Certo che c’è! La dinamo sviluppa fino a 3 Watt di potenza i quali ovviamente vengono presi dalle gambe del ciclista.
  • È un problema?
    Non per me! In rete c’è una piccola dimostrazione del fatto che in un biscotto ci sono sufficienti calorie per alimentare le luci della bici per 14 ore.
    Inoltre c’è una pagina nel sito cyclinguk.org che evidenzia come “La scelta delle gomme (o pressione) rende dieci volte più differenza di come si accende le luci! “

 

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4 Risposte

  1. Giacomo ha detto:

    Ciao,
    hai qualche link in riferimento alle seguenti tue affermazioni:
    1) In rete c’è una piccola dimostrazione del fatto che in un biscotto ci sono sufficienti calorie per alimentare le luci della bici per 14 ore.
    2) c’è una pagina nel sito cyclinguk.org che evidenzia come “La scelta delle gomme (o pressione) rende dieci volte più differenza di come si accende le luci!

    Grazie

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